Papa, smettiamo di dire 'nostra' gente

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Nell'omelia della messa dedicata ai missionari il pontefice ha anche ribadito che si evangelizza "non conquistando, obbligando, facendo proseliti, ma testimoniando". E ha sottolineato: "Questa è la missione e il suo segreto: non un peso da subire, ma un dono da offrire. Questa è la missione: donare aria pura, di alta quota, a chi vive immerso nell'inquinamento del mondo". Domanda Francesco. "Che siamo chiamati ad avvicinarci a Dio e agli altri: a Dio, l'Altissimo, nel silenzio, nella preghiera, prendendo le distanze dalle chiacchiere e dai pettegolezzi che inquinano". Questo motto guida e caratterizza la marcia partita lo scorso 20 giugno e che ha coperto gran parte dell'Italia, coinvolgendo più persone, associazioni, organizzazioni e reti possibili, locali o nazionali, nella speranza che, a loro volta, organizzino una tappa locale e almeno un momento di confronto sui temi dell'accoglienza, di abbattimento dei muri e costruzione di ponti tra le culture, dei diritti per tutti, sulla legge (in) sicurezza, con l'augurio di arrivare a proposte/idee e piste di soluzione per una resistenza attiva e positiva. Sa che noi siamo testardi - ha detto il Papa - nel ripetere 'mio' e 'nostro': le mie cose, la nostra gente, la nostra comunità., e Lui non si stanca di ripetere: 'tutti'. Ciascuno è un tesoro prezioso e il senso della vita è donare agli altri questo tesoro. Ecco la missione: "salire sul monte a pregare per tutti e scendere dal monte per farsi dono a tutti, perché il nostro cuore vada oltre le dogane umane, oltre i particolarismi fondati sugli egoismi che non piacciono a Dio".

Al concetto del monte si abbina il verbo salire: "Non siamo nati per stare a terra, per accontentarci di cose piatte, siamo nati per raggiungere le altezze, per incontrare Dio e i fratelli". "Il monte ci ricorda che i fratelli e le sorelle non vanno selezionati, ma abbracciati, con lo sguardo e soprattutto con la vita", "il monte ci porta in alto, lontano da tante cose materiali che passano; ci invita a riscoprire l'essenziale, ciò che rimane: Dio e i fratelli". La missione inizia sul monte: lì si scopre ciò che conta. Come di consueto i fedeli potranno assistere alla recita dell'Angelus seguendo il programma di Rai 1 A sua immagine, che oggi in occasione della celebrazione della Giornata missionaria mondiale, in onda su Rai 1 alle 11.20, si occuperà dei fedeli che dedicano il proprio impegno e la propria vita all'attività missionaria. E ancora: "Come in montagna non si può salire bene se si è appesantiti di cose, così nella vita bisogna alleggerirsi di ciò che non serve". Per partire bisogna lasciare, per "annunciare bisogna rinunciare". Lo ha affermato Papa Francesco nel corso dell'Angelus. "Cristo è la nostra pace e in Lui ogni divisione è superata, in Lui solo c'è la salvezza di ogni uomo e di ogni popolo".

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