Barcellona, scontri tra manifestanti e polizia: decine di arresti

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Gli agenti sono stati colpiti con pietre e altri oggetti. In 4500 starebbero partecipando agli scontri. I Mossos, il corpo di polizia catalano, ha dovuto schierare anche mezzi blindati con idranti per aprire un varco tra le barricate. Per quanto riguara la distribuzione dei feriti in cura, Tarragona, Sallent e Sils ne ospitano uno a testa, due si trovano a Manresa, tre a Lleida, cinque a Girona e ben ventotto a Barcellona. Fernando Grande Marlaska ha anche lanciato al presidente catalano Torra un appello al dialogo: "Il presidente Torra deve urgentemente riunire i catalani perché c'è un problema di convivenza in Catalogna. Vinceremo e andremo avanti", ha twittato.

Ieri in particolare è stata la volta - in piazza d'Urquinaona alle 18 - di una manifestazione di Arran, organizzazione di giovani della sinistra indipendentista catalana radicale, che chiede le dimissioni del ministro regionale dell'Interno.

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Secondo i media, manifestanti avrebbero cercato di trasferire la protesta nei vicoli del quartiere Lavapiés, ma con scarso risultato. Complessivamente, sono state arrestate 33 persone. Qui le cariche compiute della polizia sono iniziate intorno alle 20:30, a seguito di alcuni atteggiamenti aggressivi da parte dei dimostranti. Un tribunale intanto ha ordinato la chiusura del sito web dello 'Tsunami Democratic', l'app usata dai manifestanti per darsi appuntamento. La federcalcio spagnola, dopo la riunione del comitato delle competizioni, ha ufficializzato il rinvio per ragioni di sicurezza alla luce degli scontri di questi giorni nella città catalana.

Notte di violenza a Barcellona dopo lo sciopero degli indipendentisti della catalogna di ieri. "Non possiamo permettere che un gruppo di infiltrati danneggino l'immagine dell'indipendentismo", ha aggiunto, attribuendo così la responsabilità delle violenze a gruppi estranei.

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