Erdogan, Ue e Nato con i terroristi

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Mentre si avvicina la scadenza dei cinque giorni di tregua dell'operazione militare, Recep Tayyip Erdogan torna a denunciare l'isolamento della Turchia nella sua offensiva contro le milizie curde e si prepara a tirare le somme sull'intesa con gli Stati Uniti.

Sul fronte diplomatico l'attesa è per la giornata di domani, quando Erdogan incontrerà a Sochi Vladimir Putin. Se i miliziani curdi dell'Ypg non si saranno ritirati entro domani dalla cosiddetta "zona sicura", le forze armate di Ankara riprenderanno l'operazione militare. Un incontro, fanno sapere da Ankara, che serve poi a "intraprendere i passi necessari". "Tutto l'Occidente è stato al fianco dei terroristi e tutti insieme ci hanno attaccato - ha detto il leader turco citato dai media locali dopo il suo intervento al Trt World Forum a Istanbul - Tutti loro, compresi i Paesi della Nato, quelli dell'Unione Europea". Anche i civili abbandonano la città perché temono rappresaglie dei governativi, senza la protezione dei milizie curde. "I turchi possono avere le basi che vogliono e fare quello che vogliono sul proprio territorio e all'interno dei loro confini, ma se si parla di stabilire basi turche in Siria, questo è inaccettabile", ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Abbas Moussavi.

La zona che in teoria rimarrebbe sotto il controllo del Ypg sarebbe però ora rivendicata dal governo centrale siriano, con Assad adesso molto meno disposto a concedere quella sostanziale autonomia ai curdi visto che in quella parte di territorio ci sono la maggior parte delle ricchezze petrolifere del Paese.

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"È chiaro che gli episodi fanno vedere la partita diversamente". La squadra poi sul 3-2 ha fatto comunque una buona prestazione. Noi usciamo con un risultato positivo, va bene così.

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Che questo avvenga, come riporta Il Corriere dello Sport , dipenderà però innanzitutto dalle condizioni meteo . I ragazzi sanno che non ci sono imprese impossibili.

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Abbiamo un calendario con diverse trasferte, cercheremo di sfruttare al meglio anche il fattore campo. Con la Lazio subito una bella gara, la quinta trasferta e bisogna ripartire bene.

"Non abbiamo più combattenti in città", ha fatto sapere un comandante delle Forze democratiche siriane (Sdf), Kino Gabriel.

Intanto le truppe americane che si stanno ritirando dalla Siria, attraversando il confine con l'Iraq, sono state accolte da insulti e più volte colpite dal lancio di patate e frutta marcia da parte delle popolazioni curde.

Patate contro truppe Usa - I curdi siriani hanno protestato contro il ritiro dei soldati americani dal nordest della Siria lanciando patate contro i militari al passaggio di un convoglio vicino a Qamishli.

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