Libano, proteste e scontri a Beirut provocano 2 morti. Il governo contestato

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"Su richiesta del primo ministro Saad Hariri, l'idea di imporre una commissione di 20 centesimi sulle comunicazioni online, in particolare WhatsApp, verrà ritirata e questa non sarà più sul tavolo del governo". Samir Geagea, leader cristiano maronita delle Forze libanesi, ha chiesto le dimissioni dell'esecutivo. Lo scopo della nuova tassa è quella di incassare circa 216 milioni di dollari in vista del bilancio del 2020.

Le proteste e gli scontri sono andati avanti per tutta la notte nonostante il governo avesse già comunicato la revoca della tassa sull'uso di WhatsApp e altre piattaforme di messaggistica.

Insomma, una protesta che se non fosse per le difficoltà e i problemi che quotidianamente vivono i cittadini tanto da spingerli, ormai da giorni, a protestare contro il governo, la presenza così colorata e così compatta di uomini e donne di etnia e religione differenti, potrebbe far pensare anche ad un clima di festa in cui trovano posto persino i bambini. La situazione è in bilico e per alcuni istanti è sembrata volgere al peggio dopo la notizia della morte di due persone coinvolte in un incendio.

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Stamani le scuole, le università, le banche e le sedi istituzionali e governative del paese sono chiuse. Ad essere protagonisti delle manifestazioni di protesta soprattutto giovani che sventolano bandiere nazionali e intonano l'inno ufficiale.

Il Libano sta attraversando una fase di profonda crisi economica e politica. "Alziamo la voce insieme ai manifestanti - ha dichiarato - per opporci all'introduzione di tasse aggiuntive". La mobilitazione ha coinvolto centinaia di migliaia di persone che contestano i polici per la loro corruzione e l'incapacità di condurre riforme in un Paese con infrastrutture evanescenti.

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