Papa Francesco elogia i "santi della porta accanto": sono tanti

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A distanza di tempo siamo consapevoli che la stagione del bene non è mai finita e anche oggi ci interpella. Ai tanti fedeli accorsi in piazza San Pietro, il Pontefice traccia l'identikit dei Santi, che non sono "semplicemente dei simboli, degli esseri umani lontani, irraggiungibili", bensì "persone che hanno vissuto con i piedi per terra", "sperimentato la fatica quotidiana dell'esistenza con i suoi successi e i suoi fallimenti, trovando nel Signore la forza di rialzarsi sempre e proseguire il cammino". "Sono fratelli e sorelle che hanno ammesso nella loro vita di avere bisogno della luce divina, abbandonandosi ad essa con fiducia".

Secondo Bergoglio, la santità è "dono e chiamata". In quanto dono, "è qualcosa che non possiamo comperare o barattare, ma accogliere", è "vivere in piena comunione con Dio, già adesso, durante il pellegrinaggio terreno". Il seme della santità è proprio il battesimo. Rappresentata da quelle persone che "vivono vicino a noi tutti i giorni e con il loro operare sono un riflesso della presenza di Dio". In questa prospettiva, è importante assumere un quotidiano impegno di santificazione nelle condizioni, nei doveri e nelle circostanze della nostra vita, cercando di vivere ogni cosa con amore, con carità. "E ora cantano in eterno la sua gloria". Don Gnocchi morì nel 1956, affidando ai suoi il compito di portare avanti il lavoro della Fondazione in una celebre frase in dialetto milanese che è parte del suo testamento ideale: "Amis, ve raccomandi la mia baracca". Guardando alla loro vita, siamo stimolati a imitarli. Gaudete et exsultate, 7). Il Papa puntualizza, dunque, che il Santo non sta in una nicchia, ma s'innesta nella realtà del mondo pur camminando verso "la Città Santa". Ci accompagni, con la sua materna intercessione, Maria, la nostra Madre santissima, segno di consolazione e di sicura speranza. Per questa ragione ha attirato le antipatie della Curia vaticana, che invece opera affinché nulla cambi.

Papa Francesco, in occasione della Festa di Tutti i Santi, ce li identifica come modelli da seguire nella nostra vita cristiana: "La solennità di Tutti i Santi è la "nostra" festa: non perché noi siamo bravi, ma perché la santità di Dio ha toccato la nostra vita".

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Poi l'annuncio: "Domani pomeriggio mi recherò a celebrare l'Eucaristia nelle Catacombe di Priscilla, uno dei luoghi di sepoltura dei primi cristiani di Roma".

"L'oblio della morte è anche il suo inizio; una cultura che dimentica la morte inizia a morire dentro". Sarà un atto di fede.A tutti auguro una buona festa nella compagnia spirituale dei Santi. Per favore, non dimenticatevi di pregare per me.

Se sei arrivato o arrivata a leggere fino qui è evidente che apprezzi il nostro Sito. Sicuramente, però, l'esperienza mi è stata utile anche perché bisogna sempre constatare di prima mano quello che accade, in modo da evitare di farsi influenzare da coloro che ne parlano, bene o male.

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