LVMH rilancia su Tiffany

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Grazie alla transazione, la gioielleria preferita di Audrey Hepburn, che negli anni scorsi aveva attraversato un periodo di crisi, guadagnerà 16,2 miliardi di dollari, ossia 14,7 miliardi di euro. Bernard Arnault è il presidente del gruppo.

Il colosso francese del lusso già controlla Louis Vuitton, Bulgari, Fendi, Givenchy, Kenzo e Moet & Chandon.

La fusione vera e propria arriverà a metà del 2020, è stata poi la puntualizzazione delle due società. Il primo mercato resta l'Asia, che con l'esclusione del Giappone ha assorbito il 31% delle vendite. Peccato che negli ultimi mesi, soprattutto con l'aggravarsi delle tensioni commerciali tra i due paesi, le vendite fossero tornare a diminuire.

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Trovato e annunciato l'accordo, si passa ora alla fase economica, con LVMH che procederà con il pagamento concordato per l'acquisizione di Tiffany, uno dei marchi di prestigio per quanto riguarda il mondo della gioielleria. Le voci si rincorrevano da settimane ma ora è ufficiale. Analizzando la crescita dei titoli azionari di Tiffany e Lvmh, si nota dal loro storico che nel corso dei decenni il valore delle azioni è cresciuto, al netto ovviamente delle quasi fisiologiche fasi negative dettate da vari fattori. "Abbiamo un immenso rispetto e ammirazione per Tiffany e intendiamo sviluppare questo gioiello con la stessa dedizione e impegno che abbiamo applicato a ciascuno dei marchi della nostra Maison - ha aggiunto - siamo orgogliosi di avere Tiffany al fianco dei nostri marchi iconici, garantendo che continuerà a prosperare per i secoli a venire".

D'altra parte, proprio l'esperienza con Bulgari ha contribuito a convincere i vertici di Tiffany sulla bontà dell'accordo, anche sulla scia del buon lavoro di internazionalizzazione del brand operato con Bulgari.

L'ondata di aggregazioni nel settore, spinta dalla necessità dei player più grandi di razionalizzare i bilanci ha di fatto polarizzato i più grandi marchi mondiali (anche tanti italiani) in conglomerati giganteschi capaci di competere su scala internazionale su tutti i mercati.

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