L’allarme Ocse sulla capacità di lettura degli studenti italiani

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In un Paese in cui il divario di genere in matematica è più del doppio della media Ocse, tra gli studenti con alto rendimento in matematica o scienze, circa un ragazzo su quattro in Italia prevede di lavorare come ingegnere o professionista scientifico all'età di 30 anni, mentre si aspetta di farlo solo una ragazza su otto.

Gli studenti italiani in lettura ottengono un punteggio di 476, inferiore alla media Ocse (487), collocandosi tra il 23° e il 29° posto tra i Paesi Ocse. Pisa è un'indagine internazionale promossa dall'Ocse, con cadenza triennale.

L'allarme, non il primo, arriva dall'ultimo rapporto Ocse-Pisa relativo al 2018, che mette in fila i risultati scolastici di 79 Paesi, di cui 37 aderenti all'Ocse. Ai primi posti invece troviamo la Cina, con le province di Pechino, Shanghai, Jiangsu, Zhejiang e Singapore. Il primo ciclo dell'indagine si è svolto nel 2000; il 2018 è stato il settimo ciclo. Il dominio principale, nel ciclo 2018, è stato Lettura. Da evidenziare anche il fatto che i risultati in lettura relativi all'Italia sono in peggioramento rispetto alle ultime rilevazioni Pisa: -11 punti rispetto al ciclo del 2000, -10 rispetto al 2009 (-10 punti), -13 rispetto al 2012.

Le ragazze vanno meglio dei ragazzi in tutte le macro-aree geografiche del nostro paese, con differenze di punteggio che vanno dai 19 punti del Nord Ovest ai 35 del Sud Isole.

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Inoltre le ragazze sono risultate più capaci nella lettura rispetto ai ragazzi, differenza molto marcata soprattutto in Italia, con 16 punti rispetto ai 5 punti di differenza negli altri paesi Ocse. In altre parole: in Italia un alunno su 4 non raggiunge il livello base di competenze scientifiche, nei Paesi Ocse uno su 5. L'Italia è a livello di Svizzera, Lettonia, Ungheria, Lituania, Islanda e Israele.

Il 15 per cento degli studenti italiani del nord sono low performer in matematica. In Italia si confermano i divari territoriali: gli alunni del Nord in lettura hanno riportato i risultati migliori (498 punti nel Nord Ovest e 501 nel Nord Est), mentre i coetanei del Sud sono quelli che presentano le maggiori difficoltà (453 punti nel Sud, 439 nelle Isole) e i quindicenni del Centro si piazzano a metà con un punteggio medio di 484 punti.

Sono particolarmente allarmanti i dati sulle differenze territoriali, con il doppio degli studenti che, al sud, non raggiunge le competenze minime in matematica rispetto ai coetanei del nord. Non solo. Saltano agli occhi anche le differenze tra liceali, che ottengono i risultati migliori (521) e i ragazzi degli Istituti tecnici (458) e professionali (395) e della formazione professionale (404). Per quanto riguarda i top performer, ossia i livelli più alti, solo il 5% degli italiani riesce a raggiungere un tale livello di competenza.

Divari ampi si osservano tra le diverse tipologie di istruzione. Negli Istituti tecnici la percentuale di top performer scende al 2%, mentre il 27% degli studenti non raggiunge il livello 2; livello non raggiunto da almeno il 50% degli studenti degli Istituti professionali e della Formazione professionale. Per quanto riguarda sempre la lettura il report diffuso oggi dimostra che in generale i ragazzi italiani sono più bravi nei processi di comprensione (478) e di valutazione e riflessione (482) piuttosto che nell'individuare informazioni (470) in un testo.

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