Soleimani, Iran: "Via accordi sul nucleare 2015". Contrattacco di Trump

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Il primo risultato concreto dell'attacco americano è il fatto che l'Iran abbia dichiarato che non rispetterà più nessuna delle restrizioni imposte dall'accordo sul nucleare siglato nel 2015.

L'assassinio del Generale Qasem Soleimani segna un punto di svolta nei rapporti tra gli Stati Uniti ed i paesi arabi, egli infatti era una figura di spicco nella politica iraniana, consigliere personale della Guida Suprema Iraniana Alì- Khamenei, capo del corpo d'elitè Forza Quds, principale stratega della coalizione internazionale contro l'ISIS, eroe della guerra contro l'Iraq di Saddam Hussein, probabilmente sarebbe stato il futuro presidente dell'Iran visto il carisma, il prestigio ed il consenso popolare che aveva. Il Parlamento di Baghdad si riunisce e inizia il pressing sul governo per il ritiro delle truppe straniere per decidere le proprie mosse.

Nuova marea umana a Teheran, per il corteo funebre in memoria del generale Qassem Soleimani.

Si tratta di realizzare una grande e bella sorpresa legata alla stagione migliore della migliore tradizione americana, quando gli Usa contribuirono in modo determinante alla conquista della libertà in Europa, sconfiggendo l'oppressione nazifascista.

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"L'Iran "non avrà mai l'arma nucleare": lo twitta - in capital letters - Donald Trump, dopo che ieri Teheran ha annunciato un'altra fase nell'uscita dall'accordo sul nucleare per poter produrre e arricchire l'uranio". Il numero uno, Hassan Nasrallah, si è detto convinto che l'uccisione del comandante iraniano aprirà una "nuova fase" nella regione e ha invitato l'Iraq a liberarsi da quella che definisce "l'occupazione" Usa. Da Mike Pompeo, segretario di Stato Usa, un tentativo di ridimensionare le proporzioni colossali dell'attrito: "Non verranno colpiti obiettivi culturali".

E dal profilo Twitter del presidente degli Stati Uniti continua la serie di messaggi indirizzati a Teheran.

Non solo. Trump ha anche ribadito che, se l'Iran attaccherà gli Usa, ci sarà una "grave rappresaglia" da parte degli Stati Uniti.

La notizia che i droni usati per il raid contro Soleimani fossero partiti dalla base italiana di Sigonella è rimbalzata con prepotenza nelle ultime ore, ma il Ministero della Difesa, riporta Ansa, ha smentito categoricamente questo scenario. La richiesta arriva in risposta all'annuncio di Teheran di non voler più rispettare alcun limite sull'arricchimento dell'uranio.

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