Caso Gregoretti, la giunta dà l'ok per il processo a Salvini

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Andiamo a vedere il perché.

Giuseppe Conte ha "già chiarito" il suo ruolo nella vicenda Gregoretti, il presidente del Consiglio lo ha detto durante la trasmissione 'Sono le venti' su Canale Nove. Il via libera al procedimento nei confronti dell'ex vicepremier è arrivato perché Salvini, quando era ministro degli interni, aveva impedito lo sbarco di 116 migranti salvati dalla nave Gregoretti.

Il caso Gregoretti e il caso Diciotti, per il quale a Salvini è stato contestato l'identico reato di sequestro di persona, sono uguali? Assente la maggioranza in segno di protesta per le decisioni che hanno portato alla convocazione di ieri, si sono espressi contro la proposta di Gasparri i senatori leghisti e a favore quelli di Fi e Fdi. Sanno che domenica si vota in Emilia Romagna e quindi Salvini è meglio mandarlo a processo dopo, anziché prima.

Respinta dunque la proposta avanzata da Gasparri che aveva chiesto di negare la richiesta di autorizzazione a procedere. Alla fine si ritrovano in dieci a pronunciarsi, di cui i cinque membri della Lega si esprimono a favore della richiesta di rinvio a giudizio, mentre i quattro esponenti di Forza Italia e quello di Fratelli d'Italia si schierano contro. A Palazzo Madama In caso di pareggio, il regolamento prevede la vittoria dei "no".

Quando mi riferisco al suo ruolo, penso al fatto che voleva essere difensore del sacro confine, l'argine all'invasione dei diversi e dei barbari: uno scenario che sa tanto di antico romano e molto poco di attualità. Lo ha dichiarato il senatore della Lega Simone Pillon, intervenuto in Giunta immunità del Senato sull'ordine dei lavori. La maggioranza, invece, ha scelto di non presentarsi in aula.

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Non sarei coerente se non dicessi che tali questioni, così delicate, investono la coscienza di ogni parlamentare, ancora di più questa volta senza vincolo di mandato.

In vista delle elezioni regionali del 26 gennaio, ennesima tappa nel comune di Bologna per il leader della Lega Matteo Salvini , che stamane a Ozzano ha visto un centinaio di contestatori fuori dalla Pasticceria Dolci Momenti, dove era previsto un incontro con i cittadini.

Non è poi senza precedenti che il Senato ribalti il verdetto della Giunta per le autorizzazioni. "Ritengo che sia una vergogna che un ministro venga processato per aver fatto l'interesse del suo Paese".

Così in una nota congiunta i capigruppo e i componenti della Giunta delle immunità dei partiti di maggioranza (6 del M5S, 3 di Iv, 1 del Pd, e due del misto: De Falco -ex m5s- e De Petris -leu-, ndr).

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