Coronavirus in Veneto: due contagi confermati

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Ci sono i primi casi di coronavirus accertati in Veneto. Lo rende noto, interpellato dall'agenzia ANSA, il presidente della Regione, Luca zaia. Due persone venete sono risultate positive al primo test anticoronavirus a cui sono state sottoposte. Si attende comunque la conferma definitiva del contagio, che arriverà con gli esami dell'Istituto Spallanzani di Roma.

La Direzione Prevenzione dell'Area Sanità e Sociale della Regione ha ricordato che il laboratorio di riferimento regionale è Padova, che riesce a fornire il risultato del test in sole 3 ore (e si sta lavorando perché tutti gli ospedali Hub della Regione utilizzino lo stesso tipo di test).

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La Regione ha invitato tutti gli abitanti a 'restare a casa'. Delle due persone ricoverate uno sarebbe in gravi condizioni. Lo ha riferito il presidente del Veneto, Luca Zaia. "Queste due persone - ha aggiunto - hanno avuto contatti in loco, non sono andate in Cina, non sono il classico 'caso sospetto'". Lo riporta Il Gazzettino.it: si tratterebbe di due pazienti residenti a Vo' Euganeo (Padova) risultati positivi al test effettuato a Padova. I due, che hanno in comune la frequentazione di due locali pubblici a Vò Euganeo, vivono entrambi con familiari.

"Stiamo aspettando le controanalisi dallo Spallanzani, i dati ci dicono che le positività dal Veneto ci sono". Quindi Zaia è tornato sulle misure prudenziali come quella di "Svuotare l'ospedale di Schiavonia, che significa non ricoverare più nessuno, siccome la permanenza media in ospedale in Veneto è di massimo sei giorni significa che tra sei giorni l'ospedale non ha più pazienti. Tutte persone che avevano avuto un contatto con il paziente", a parlare è l'assessore al Welfare della Regione Lombardia Giulio Gallera in conferenza stampa con il ministro della Salute Roberto Speranza e con il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli, commissario per l'emergenza coronavirus, nella sede della Regione Lombardia, a Milano.

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