Ispettori di produzione contro Mara Venier: 'Insulti e minacce durante Domenica In'

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Con una nota in risposta all'articolo di Affaritaliani.it che oggi per primo aveva dato spazio alle parole di Nando Clemenzi e alla sua lettera che raccoglie il malcontento di chi lavora in Rai nei programmi della conduttrice, e non solo, fa sapere che passerà alle vie legali per tutelarsi.

La lettera si apre con un titolo, "La misura è colma", eprendendo come pretesto l'ultimo di una lunga serie di episodi, denuncia il comportamento non professionale di conduttori e conduttrici in generale, lamentandone gli atteggiamenti aggressivi nei confronti della categoria degli Ispettori di Produzione.

Nella lettera si parla di un "clima lavorativo affatto sereno".

Che il mondo della televisione non fosse un ambiente facile non è mai stato un mistero: artisti eccentrici e personaggi dal caratteraccio sono spesso al centro delle polemiche, ma questa volta le accuse mosse da parte degli Organizzatori-Ispettori di Produzione CPTV ROMA verso Mara Venier sono piuttosto gravi e potrebbero dare delle grane alla conduttrice veneta.

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Non è tutto, perchè la lettera, pur senza fare nomi, lascia chiaramente intendere che quella messa in atto dalla signora Venier sarebbe una pratica non così rara tra conduttori e conduttrici del servizio pubblico: "Da tempo si è in balia dei disturbi umorali di conduttrici e/o conduttori televisivi che si tramutano in inaccettabili e insopportabili discriminazioni pur non sussistendo rilievi di carattere professionale". Il tutto avallato anche da diversi referenti aziendali che, subendo una sorta di sudditanza psicologica, non arginano né censurano tali comportamenti inqualificabili. Secondo lo scritto, il codice etico aziendale e le norme disciplinari dello studio televisivo sono così costantemente violate, pertanto i dirigenti non intendono sopportare ulteriori affronti del genere.

Si attende, adesso, una replica di Mara Venier. Pretendiamo rispetto personale e professionale valore sempre riconosciuto ai nostri interlocutori.

Clemenzi, a conclusione del post, si augura che vengano prese le azioni e i provvedimenti necessari per porre fine a questa condizione e per evitare che si possa riproporre una situazione simile in futuro. Sollecitiamo le rappresentanze sindacali presenti in Azienda ad esercitare tutte le azioni utili alla tutela professionale dei lavoratori e soprattutto alla loro onorabilità. Dunque, il retroscena racconta che, prima del post che ha fatto divampare il caso, ci sarebbe stato un qui pro quo.

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