Intesa-Ubi, Ubi accoglie con favore la decisione dell'Autorità garante

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L'ANNUNCIO ha subito fatto cambiare marcia all'Ops: dopo l'adesione di Cattolica, nei giorni scorsi, ieri hanno ufficializzato l'adesione anche Fondazione Crc - presieduta da Giandomenico Genta e titolare del 5,9% del capitale dell'ex popolare - e la Fondazione Banca Monte di Lombardia (4,959% di Ubi), entrambe già nel Car.

Pertanto, nell'autorizzare l'operazione, l'Autorità ha imposto a ISP alcune misure di carattere strutturale per risolvere le preoccupazioni emerse in corso d'istruttoria riguardo ai possibili effetti anticoncorrenziali da essa derivanti.

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1' di lettura18/07/2020 - A dieci giorni dalla conclusione dell'offerta pubblica di scambio su Ubi Banca arriva, in modo forse non del tutto inatteso, il miglioramento delle condizioni dell'operazione fissate lo scorso febbraio. Le cessioni si dovranno realizzare nelle aree geografiche in cui si registrano le maggiori criticità concorrenziali. Si tratta di un passaggio di importanza fondamentale perché garantisce agli azionisti Ubi, che aderiranno all'offerta, la totale correttezza dell'operazione dal punto di vista regolamentare. Il provvedimento dell'autorità, conferma, infatti, che l'operazione, a fronte degli impegni proposti da Intesa Sanpaolo, è pienamente compatibile con la concorrenza, a tutela sia delle dinamiche competitive del mercato bancario italiano sia dei diritti dei consumatori. "C'è la convinzione che un legame più forte con tutti gli azionisti di Ubi renderà più solida e coesa la nuova realtà, permettendole di affrontare meglio i nuovi scenari" come ha specificato l'amministratore delegato di Intesa Carlo Messina.

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