Coronavirus: Trenitalia e Italo cancellano i biglietti. Soppressi alcuni treni - Cronaca

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I membri del Comitato tecnico scientifico che affianca il Governo non approvano la decisione di togliere l'obbligo di distanziamento sui mezzi pubblici.

I treni a lunga percorrenza Frecciargento e Frecciarossa di Trenitalia e i treni Italo possono da ieri viaggiare a piena capienza.

Sulla questione del distanziamento sui treni vi è stato un duro monito di Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità (Css), che all'Adnkronos Salute ha spiegato i pericoli derivanti dalla decisione delle due aziende: "Stupisce un po', per non dire che sconcerta, la decisione assunta di porre fine al distanziamento sui treni". Gli esperti temevano che abbassare la guardia in questo modo avrebbe potuto mandare in fumo tutti i sacrifici dei mesi scorsi e far salire nuovamente i contagi che, tuttavia, nelle ultime settimane hanno ripreso a crescere nonostante sui mezzi di trasporto vigesse ancora le regola del distanziamento sociale.

Come ricorda Vitalba Azzolini su Twitter, proponendo uno screen del Dpcm del 14 luglio scorso, era stato appunto lo stesso ministro Roberto Speranza ad aver proposto il Dpcm in cui si disponeva, tra le altre cose, il venir meno del distanziamento sui treni. La situazione comunque, potrebbe cambiare alla luce delle nuovi indicazioni che verranno pubblicate nell'ultimo Dpcm.

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Ecco che è sceso direttamente in campo il ministro della Salute Robero Speranza con un'ordinanza che ribadisce senza dubbio alcuno l'obbligo del distanziamento interpersonale.

Aggiornamento: dall'1 agosto il Ministro dei Trasporti Roberto Speranza ha fatto fare dietrofront a Trenitalia e Italo emanando un'ordinanza che obbliga a far rispettare il distanziamento sociale.

Restano immutate tutte le misure finora adottate per garantire la sicurezza di dipendenti e viaggiatori, come i rilievi, al momento della partenza, sulla temperatura corporea e le regole di profilassi richieste a bordo quali, ad esempio, l'obbligo di indossare la mascherina protettiva. Non possiamo permetterci di abbassare il livello di attenzione e cautela.

Il presidente del Cts chiede quindi che si riconsideri questa disposizione e si faccia marcia indietro, anche perché viaggiare in treno finora, ha proseguito Locatelli, "si è rivelato sicuro".

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