La carriera di Cesare Romiti: per 24 anni alla Fiat

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Ha passato 25 anni in Fiat, dove ha vissuto tappe storiche come la marcia dei quarantamila. "In Fiat ho avuto praticamente carta bianca per venticinque anni", ammetterà lui stesso parlando della sua lunga esperienza nella casa automobilista di Torino. Nato a Roma il 24 giugno 1923, il nome di Romiti è indissolubilmente legato a Mediobanca e alla Fiat. Nel 1947 lavora per il Gruppo Bombrini Parodi Delfino, azienda di Colleferro, di cui assumerà la carica di direttore finanziario affiancando Mario Schimberni, suo ex compagno di classe, che si occupa invece di amministrazione e controllo di gestione. Due anni più tardi l'Iri lo nomina direttore generale prima e amministratore delegato poi della compagnia aerea Alitalia. Nel '73 è all'Italstat, la Società italiana per le infrastrutture e l'assetto del territorio. "Nello scontro sindacale la famiglia Agnelli fece un passo indietro, Umberto si dimise, e lasciò Romiti a gestire la vicenda". Romiti è stato ad della Fiat dal 1976.

Nel 1980 Fiat annuncia il licenziamento di 14mila occupati. Romiti non si piegò mai, restando dritto come un fuso anche durante i funerali di Agnelli, al quale riuscì sempre a tener testa e forse l'Avvocato proprio per questo lo preferì al fratello Umberto, a Carlo De Benedetti, a Vittorio Ghidella e addirittura all'amatissimo Luca di Montezemolo. Nel 1998, all'età di 75 anni, dà l'addio a Corso Marconi con una leggendaria buonuscita che supera l'equivalente di 150 milioni di euro di oggi.

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Un grande dirigente d'azienda, stranamente pessimo poi come imprenditore fra Gemina e altro, solo sfiorato da Tangentopoli (la FIAT fu fra gli esentati dalla mano dura della legge), uomo chiave del capitalismo italiano visto il rapporto strettissimo con Cuccia che di fatto lo considerò una specie di commissario di Agnelli. "Nelle Fiat si palesò con forza alla fine degli anni '90 con la produzione della Punto", ricorda Berta. Una condanna per falso in bilancio, poi revocata nel 2003 quando non era più reato, porta a Romiti la solidarietà pressoché unanime del mondo imprenditoriale italiano.

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