Emirati-Israele, primo volo diretto dopo accordo normalizzazione

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Della delegazione americana fanno parte, tra gli altri, il genero e consigliere di Donald Trump, Jared Kushner, e il consigliere per la sicurezza nazionale, Robert O'Brien. Tra l'altro colloqui e mezze intese portate avanti dagli sherpa sono in corso anche con l'Arabia Saudita, altra tessera dell'ampio mosaico voluto dalla Casa Bianca che definirebbe la nascita di uno Stato palestinese, la "Nuova Palestina", finanziamenti, un ponte di 30 chilometri per collegare la Striscia di Gaza alla Cisgiordania, appezzamenti di territorio egiziano assegnati al nuovo Stato palestinese (la sicurezza sarebbe comunque a carico di Israele, per cui sarebbe disarmato), ed Israele avrebbe il riconoscimento dei paesi arabi. A bordo c'era una delegazione di Israele che darà inizio alle trattative bilaterali in vista dell'accordo di pace tra i due Paesi. Il volo per Abu Dhabi partirà domani mattina con la sigla LY971 e per l'occasione sulla carlinga è stato scritto 'Pace' in inglese, arabo ed ebraico.

Già ai tempi del lockdown i due leader avevano avuto modi di interfacciarsi: gli Eau infatti avevano fornito assistenza medica alla Grecia contro il Covid, mentre nelle ultime settimane da Abu Dhabi sono giunti nell'Egeo i caccia F-16 per dare manforte all'Aeronautica greca contro le provocazioni turche.

Atterrato il primo volo Tel Aviv-Abu Dhabi. A bordo anche Kushner, il genero di Trump
Trump fa la storia col volo della pace Tel Aviv-Abu Dhabi

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha parlato di "giornata storica" commentando il primo volo commerciale diretto tra Israele ed Emirati. Riprendendo un antico proverbio arabo Yitzhak Rabin disse: "Se vivi su un'isola, fai amicizia col mare", e se Israele è un'isola ebraica in mezzo al mare dell'Islam, pur riservandosi sempre il diritto all'autodifesa, a prescindere da chi fosse stato al governo in un dato momento storico, non ha mai fermato la sua ricerca della pace con i vicini.

Poi ha rivendicato che l'accordo è il frutto della sua ultraventennale linea politica basata sul concetto di "pace in cambio di pace" e non su quello di "pace in cambio di terra". Al volo viene consentito di attraversare lo spazio aereo dell'Arabia Saudita, normalmente bloccato al traffico aereo israeliano. Nell'aria di soddisfazione che regna in Israele, anche lo spinoso tema della possibile vendita degli F-35 agli Emirati da parte degli Usa, che Israele non gradisce, sembra essere passata in secondo ordine.

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Come è noto, la proposta americana di estensione è stata respinta dal Consiglio il 15 agosto, acuendo la convergenza di interessi tra i Paesi del Golfo e Israele.

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