Si faranno tamponi rapidi da medici di famiglia e pediatri

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Il costo dei tamponi sara' a carico dello Stato. Nel frattempo, però, da novembre e fino al 31 dicembre 2020 medici e pazienti avranno anche questa soluzione in più. "La nostra proposta Snami è stata la impossibilità dell'esecuzione dei tamponi negli studi dei medici di famiglia perché, a parte l'inidoneità, i medici dedicandosi ad una mansione così particolare ed onerosa, avrebbero meno tempo da dedicare all'assistenza sanitaria dei loro assistiti, soprattutto anziani, fragili ed affetti da patologie croniche, in un contesto in cui la chiusura di parte di attività ambulatoriali negli ospedali e della maggior parte dei servizi specialistici vede oggi i medici di famiglia impegnati a trecentosessanta gradi, anche come impegno straordinario per surrogare le carenze del sistema". "La risposta è no, nessuno sarà obbligato ad eseguire questa prestazione se non se la sente o se non ha uno studio che rispetti i criteri di sicurezza previsti o semplicemente se non è stato formato". Così, rileva, "daremo un grandissimo contributo ai dipartimenti di prevenzione territoriali che stanno affogando subissati dalle richieste di test". Nel caso in cui ne fosse sprovvisto - si legge nel testo - "il conseguente rifiuto non corrisponde ad omissione, né è motivo per l'attivazione di procedura di contestazione disciplinare".

Come richiedere il tampone rapido?

Al termine dell'isolamento di 10 giorni avvenuto in seguito ad un contatto stretto con un paziente asintomatico, identificato in base alla lista trasmessa dal Dipartimento di Sanità Pubblica/Igiene e Prevenzione al medico.

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Sicuramente ribadiamo l'incremento delle micro équipe a livello territoriale: un medico di base affiancato da personale amministrativo e infermiera che possono aiutare sia il lavoro quotidiano che la gestione dei pazienti covid e le vaccinazioni. Lo prevede l'accordo stralcio tra la Sisac e i medici di famiglia e la misura è contenuta anche nel Decreto Ristori presentato ieri dal premier Giuseppe Conte: il Governo ha previsto lo stanziamento di 30 milioni di euro che consentiranno agli oltre 50mila medici e pediatri di eseguire in autonomia, da qui alla fine dell'anno, circa 2 milioni di tamponi antigenici.

La Regione, le ASL e i rappresentanti dei medici di medicina generale devono mettersi d'accordo sulle modalità di esecuzione di tale servizio - di concerto con la Protezione civile nei Comuni - garantendo la sicurezza sia degli operatori che dei cittadini.

E a questo ora si aggiunge l'ipertrofia burocratica delle comunicazioni per i tamponi.

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