Palermo calcio, arrestati i fratelli Tuttolomondo

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E' questo quello che si evince dall'edizione on line del quotidiano Repubblica, che precisa poi che i due imprenditori "sono stati arrestati con l'accusa di bancarotta fraudolenta, indebita compensazione di imposte con crediti inesistenti, autoriciclaggio e reimpiego, ma anche per falso e ostacolo alle funzioni di vigilanza della Covisoc (la commissione di vigilanza sulle società di calcio)".

L'inchiesta, come si legge su TuttoC, riguarda il passaggio di quote dall'ex patron rosanero, Maurizio Zamparini alla Sporting Network, società controllata dalla Arus Network dei fratelli Tuttolomondo.

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L'operazione della Guardia di Finanza denominata "Tempi supplementari" è stata possibile grazie ad alcune intercettazioni che hanno portato allo scoperto gravi reati nell'acquisizione e gestione dei reati. Movimenti e operazioni illecite che a ridosso dell'estate 2019, portarono la Us Città di Palermo a non riuscire ad ottenere l'iscrizione al campionato di Serie B non avendo regolato entro i termini previsti tutti gli adempimenti necessari circa il pagamento delle imposte e sugli stipendi di calciatori e dipendenti.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale Lorenzo Jannelli, ha imposto l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e il divieto per un anno di esercitare imprese, uffici direttivi di persone giuridiche o professioni per la durata di un anno a Roberto Bergamo (classe 1958, che del Palermo dei Tuttolomondo era amministratore delegato), Tiziano Gabriele (classe 1972) e Antonio Atria (classe 1966). Secondo gli inquirenti, mentre pendeva la richiesta di concordato preventivo della società calcistica, i Tuttolomondo avrebbero effettuato pagamenti non autorizzati dal Tribunale di Palermo per oltre 200 mila euro a favore di professionisti e in danno degli altri creditori e distratto la somma di 341.600 euro dal conto corrente del Palermo calcio a favore di una loro società in realtà non operativa. L'ingente trasferimento di denaro è stato giustificato come anticipo del compenso per una consulenza inesistente.

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