Antartide, si è chiuso il ‘Buco’ dell’ozono!

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Dopo una stagione eccezionale a causa delle condizioni meteorologiche naturali e della continua presenza di sostanze che riducono lo strato di ozono nell'atmosfera, il servizio di monitoraggio atmosferico Copernicus dell'Ue ha riferito che "Le analisi dell'ozono hanno mostrato che il buco dell'ozono si era chiuso il 28 dicembre".

Era il più grande del pianeta e da metà agosto era cresciuto così rapidamente da toccare il 20 settembre la grandezza di 25 milioni di chilometri quadrati sul continente antartico.

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Il WMO lavora a stretto contatto con i satelliti Esa della famiglia Copernico, con la Nasa e con il Climate change Canada e altre collaborazioni per monitorare il buco dell'ozono nell'atmosfera terrestre. La World Meteorological Organization ha fatto sapere attraverso una nota che "le ultime due stagioni di buchi dell'ozono hanno dimostrato la variabilità anno su anno di queste brecce e migliorato la nostra comprensione dei fattori responsabili di queste formazioni, della loro estensione e della loro pericolosità". La responsabilità è di un forte vortice polare forte, stabile e freddo, e di temperature molto fredde nella stratosfera.

"Ci sono ancora abbastanza sostanze che riducono lo strato di ozono nell'atmosfera da causare la riduzione dell'ozono su base annuale", ha commentato Oksana Tarasova. Il Protocollo di Montreal, stilato nel 1987, ha regolamentato 100 sostanze, che nel corso degli anni hanno avuto un effetto benefico sulla graduale ripresa dello strato di ozono che protegge la terra. Alla fine di dicembre, comunque, il buco si è richiuso come avviene alla fine della stagione primaverile nell'emisfero Sud che dura in media da agosto ad ottobre. Le nubi contengono dei cristalli di ghiaccio che possono favorire la distruzione appena l'arrivo della maggior luce solare della stagione innesca reazioni chimiche tra i componenti, i famosi clorofluorocarburi immessi dall'attività umana. Questa è la principale ragione per cui il buco nell'ozono si manifesta solo tra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera. La Wmo spiega che "Per gran parte della stagione 2020, le concentrazioni di ozono stratosferico intorno ai 20-25 km di altitudine (50-100 hPa) hanno raggiunto valori prossimi allo zero con la profondità dello strato di ozono a partire da 94 unità Dobson (un'unità di misura), o circa un terzo della il suo valore normale".

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