Cts: "Non ci sono le condizioni per aprire le piste da sci"

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Il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato un provvedimento che proroga il divieto di svolgimento delle attività sciistiche amatoriali, in scadenza domani, fino al 5 marzo 2021, data della scadenza del Dpcm dello scorso 14 gennaio. Nel verbale del 12 febbraio, il Comitato Tecnico Scientifico, con specifico riferimento alla riapertura degli impianti sciistici nelle Regioni inserite nelle cosiddette 'aree giallè, afferma che "allo stato attuale non appaiono sussistenti le condizioni per ulteriori rilasci delle misure contenitive vigenti, incluse quelle previste per il settore sciistico amatoriale".

"Il Governo si impegna a compensare al più presto gli operatori del settore con adeguati ristori" rendono noto fonti del ministero della Salute, annunciando la firma del provvedimento.

Il primo commento alla notizia dello stop allo sci, fino al 5 marzo, è dell'Assessore regionale alle partecipate Luciano Caveri che dice: "Questo atto sancisce la totale assenza di leale cooperazione fra Stato e Regioni".

Governo Draghi, premier e ministri hanno giurato. Alle 14 il primo Cdm
Senza mascherine, a distanza e alternati su tre livelli su un palchetto allestito ad hoc nel salone dei Corazzieri del Quirinale. Dopo il giuramento , il passaggio della campanella tra Conte e Draghi.

Ecco il Governo Draghi: la lista di tutti i ministri
Tra i 23 ministri del governo Draghi , 17 hanno già ricoperto ruoli di governo mentre sei sono esordienti. In particolare sono del M5S Luigi Di Maio , Stefano Patuanelli , Fabiana Dadone e Federico D'Incà .

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E quindi: "Non posso sostenere un governo in cui ci sono quelli di Forza Italia". In programma alcune riunioni del fronte del "no" per capire i prossimi passi.

"Mesi di lavoro su protocolli, assunzioni, preparazione impianti, dati sanitari buoni. Amarezza per la totale mancanza di rispetto verso tutto il mondo della montagna" scrive invece il Presidente della Regione Erik Lavevaz. "Il Governo Draghi si attivi immediatamente".

Anche i sindaci valdostani prendono posizione sulla decisione arrivata da Roma.

Secondo quanto previsto dall'ordinanza firmata nei giorni scorsi dal governatore Attilio Fontana, in ogni stazione sciistica il numero massimo delle presenze giornaliere non potrà superare il 30% della portata oraria complessiva di tutti gli impianti di risalita, mentre per le stazioni sciistiche che non hanno più di due impianti, il numero massimo di presenze giornaliere è determinato nella misura del 50% della portata oraria complessiva. "Gli indennizzi per la montagna devono avere la priorità assoluta, quando si reca un danno, il danno va indennizzato; già subito nel prossimo decreto". La stagione è finita, per molti operatori che in questi istanti mi hanno confermato che non apriranno più - spiega l'Uncem, l'Unione nazionale comunità ed enti montani - all'apertura degli impianti, arrivato in questi minuti, non trova d'accordo i Comuni montani, insieme a tutti gli operatori economici. Aggiunge il consigliere valdostano Jean Barocco "Surreale com'è stata trattata la montagna in queste ultime ore".

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