Zona arancione rafforzata in provincia di Brescia e in otto comuni bergamaschi

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La situazione che in questo momento preoccupa è in provincia di Brescia.

Nel corso di una conferenza stampa, l'assessore regionale alla sanità Letizia Moratti ha annunciato nuovi provvedimenti restrittivi a causa della diffusione delle varianti del Covid-19.

Oltre alle sei Regioni citate poc'anzi, anche intere province rischiano di passare in arancione 'scuro': potrebbe accadere per l'area metropolitana di Bologna, dove cresce la preoccupazione per l'aumento dei casi per la variante inglese.

Resta salva la possibilità di svolgere attività in presenza in ragione di mantenere una relazione educativa che realizzi l'effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, secondo quanto previsto dal decreto del Ministro dell'Istruzione n. 89 del 7 agosto 2020 e dall'ordinanza del Ministro dell'Istruzione 134 del 9 ottobre 2020, garantendo comunque il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica a distanza. Vediamo allora cos'è la zona arancione rafforzata, qual è il significato di questa espressione, cosa si può fare e quali regole la differenziano dalla fascia arancio e dalla zona rossa. Ma anche con una nuova strategia per la campagna vaccinale, che verrà rimodulata e concentrata nei Comuni più a rischio come strumento di contenimento della diffusione del Covid. Ancora una volta occorre assumere una decisione che pesa, che ricade su tante persone e comunità, provate da mesi durissimi, ma non potevamo rimanere fermi rispetto a quanto sta accadendo.

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"Abbiamo cercato - ha aggiunto Bertolaso - di immaginare qualcosa di diverso che nasce dai segnali di preoccuapazione che ci sono".

In pratica la differenza tra zona arancione rafforzata e una normale zona arancio sta nelle regole per le scuole, per le seconde case e per lo smart working.

Infine, rimane fermo il divieto di spostamento tra le Regioni fino al 27 marzo 2021, eccetto per motivi di lavoro, salute o necessità o per rientrare presso il proprio domicilio o residenza. "Ci vuole tempo prima che le restrizioni possano sortire effetto sulla riduzione dei contagi e sui ricoveri in ospedale". Già disposta anche la chiusura totate delle scuole di ogni ordine e grado da domani mattina.

Milano: 773; Bergamo: 207; Brescia 901 (dall'inizio della pandemia sono 63.740); Como: 260; Cremona: 83; Lecco: 80; Lodi: 45; Mantova: 104; Monza e Brianza: 274; Pavia: 200; Sondrio: 11; Varese: 273. Resta consentito lo svolgimento di attività sportiva solo in forma individuale ed esclusivamente all'aperto. Chiusura di musei e mostre. Inoltre, non potrà essere interrotto l'isolamento del caso confermato dopo 21 giorni dalla comparsa dei sintomi, ma dovrà proseguire fino all'effettuazione di un test molecolare con risultato negativo.

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