Nuovo decreto covid. Ad aprile niente zone gialle, con possibili deroghe

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Partiamo dalle restrizioni su spostamenti e attività economiche: nessuna novità rispetto all'attuale situazione, quindi le zone gialle sono sospese fino al 30 aprile. Al bando le zone gialle: "nelle regioni e Province autonome di Trento e Bolzano i cui territori si collocano in zona gialla" si applicano "le misure stabilite per la zona arancione".

Tutta Italia insomma sarà rossa o arancione. Senza possibilità per le Regioni di derogare, optando per la didattica a distanza.

Il provvedimento che entrerà in vigore il 7 aprile e sarà valido fino a fine mese, proroga il dpcm dello scorso 2 marzo e prevede che si applichino solo misure da zona arancione e rossa.

Caso Camici, Fontana indagato anche per autoriciclaggio
Fontana risulta ora indagato , secondo fonti della procura, per falsa dichiarazione in voluntary e autoriciclaggio . I 5 milioni provengono a loro volta da un trust alle Bahamas , costituito nel 1997 e nel 2005.

''Alterati i dati sulla pandemia'', arresti all'assessorato Salute - TGR Sicilia
L'inchiesta nasce da quanto scoperto in un laboratorio di Alcamo ( Trapani ), dove erano stati falsati decine di tamponi . Infine sono state acquisite email e dati presso i server dell'assessorato Regionale alla Salute e Dipartimento.

Sciopero dei trasporti, venerdì si ferma anche Roma
Stop che riguarda le aziende del trasporto su gomma e le concessionarie ferroviarie come la Fuc ( Udine Cividale), non Trenitalia. Il restante personale si astiene dal lavoro per l'intero turno (compreso il personale di biglietterie e servizio clienti).

In zona arancione, invece, l'attività dei servizi educativi per l'infanzia (asili nido), delle scuole dell'infanzia (ex scuola materna) e per il primo ciclo di istruzione (ex scuole elementari e medie) continua a svolgersi integralmente in presenza. L'obiettivo è quello di garantire gradualmente il rientro a scuola in presenza di tutti gli studenti. A patto che siano di proprietà o in affitto con un contratto lungo firmato prima del 14 gennaio.

"Occorre dare ai cittadini una prospettiva di speranza", ha detto Gelmini, spiegando che almeno "fino al 15-20 aprile ci vorrà ancora molta attenzione, ma poi se i numeri migliorano all'interno del dl servirebbe un automatismo per prevedere aperture mirate". "La vaccinazione costituisce requisito essenziale all'esercizio della professione e per lo svolgimento delle prestazioni lavorative rese dai soggetti obbligati", viene messo in chiaro nel testo. La vaccinazione potrà essere "omessa o differita solo in caso di accertato pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate, attestato dal medico di medicina generale". Quando un dipendente non risulta vaccinato, nonostante l'obbligo di sottoporsi a somministrazione, "l'azienda sanitaria locale competente accerta l'inosservanza dell'obbligo vaccinale e ne dà immediata comunicazione all'interessato, al datore di lavoro e all'Ordine professionale di appartenenza". Si rischia la sospensione o il demansionamento. Per chi rifiuta è previsto lo spostamento a "mansioni, anche inferiori" con il "trattamento corrispondente alle mansioni esercitate". Sarà comunque un Italia in lockodown per un altro mese. La sospensione "mantiene efficacia fino all'assolvimento dell'obbligo vaccinale o, in mancanza, fino al completamento del piano vaccinale nazionale e comunque non oltre il 31 dicembre 2021". Sono anche stabilite regole semplificate per le modalità organizzative e le prove di selezione.

Cosa sono e come funzionano le riaperture automatiche: da quando potrebbero essere attivate e quali attività commerciali e produttive potrebbero riguardare? Ma anche le nuove regole sulle crocere e il traffico marittimo con l'esame del decreto legge "disposizioni urgenti in materia di trasporti e per la disciplina del traffico crocieristico nella laguna di Venezia (presidenza - infrastrutture e mobilità sostenibili - cultura), leggi regionali" e le "varie ed eventuali" di prassi. In alcune regioni, però, i presidenti hanno emanato ordinanze più restrittive che vietano di raggiungere le seconde case anche ai residenti nella regione - è il caso della Campania - o solo ai non residenti, come hanno fatto Toscana, Alto Adige, Valle d'Aosta, Sardegna e Liguria, che ha esteso il divieto anche alle barche.

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