Zona rossa e arancione, regole e colori regioni 6 aprile

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Secondo l'ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza, da martedì 6 aprile tre regioni passano in zona arancione.

Covid-19, sono attesi per oggi i nuovi dati relativi al monitoraggio dell'Istituto Superiore di Sanità: come è noto, i dati determineranno i colori delle Regioni dopo Pasqua, ovvero dal 6 aprile. Dopo Pasqua, tornerà il sistema dei colori ma niente zone gialle, come previsto dal nuovo Decreto Legge approvato dal Consiglio dei Ministri: il testo, comunque, prevede una verifica a metà mese in base alla quale si potranno alcune riaperture in quei territori dove la situazione epidemiologica avrà evidenziato segnali di miglioramento.

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Un fattore decisivo per una mortalità italiana molto più alta della media ( ancora 481 vittime in un giorno). Dopotutto, le dosi in arrivo ad aprile sono persino meno numerose di quelle consegnate a marzo (8 milioni).

Covid Veneto, oggi 1.567 contagi e 29 morti: bollettino 2 aprile
I numeri, dunque, confermano un leggero miglioramento della situazione nel Veneto. Nelle ultime 24 ore, secondo la tabella, sono stati registrati 29 morti.

Capitol Hill, morto uno dei due agenti
Diversi però gli uomini dello staff presenti anche per la presenza nell'area del Capitol di un sito di vaccinazione anti Covid. Nuove cattive notizie da Capitol Hill dove due agenti sono rimasti travolti da un auto vicino alla sede del Congresso .

L'eventuale cambio di colore potrebbe essere annunciato già domani, ma in ogni caso per renderlo effettivo occorrerà attendere martedì 7 aprile (fino a Pasquetta l'Italia è in zona rossa nazionale). Marche e provincia autonoma di Trento, attualmente in zona rossa, questa settimana hanno invece dati da arancione e sperano di allentare le restrizioni a partire dal 13 aprile. Sarà ancora zona rossa, invece, per Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana, Valle d'Aosta.

Sono in zona arancione Abruzzo, Basilicata, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Sardegna, Trentino-Alto Adige, Umbria e Veneto. Meno casi e più dosi, quindi, potrebbero portare all'adozione di misure e regole meno rigide.

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