Palermo - Covid: dati falsi Sicilia; indagati tornano liberi

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La primavera è arrivata, i roghi sono arrivati, il 3 maggio secondo l'ultimo decreto dovrebbero ripartire i concorsi pubblici ma chiaramente, qualora uscisse il bando, non si arriverà ad assumere i 46 perchè come è ben noto, a giugno parte la campagna antincendio e non ci sarà il tempo di formare i futuri agenti che dovranno impegnarsi nell'AIB e nella lotta ai crimini ambientali dando lavoro a giovani siciliani che avrebbero la possibilità di lavorare nella propria terra senza decidere di andare via sperando in concorsi mitologici che si trasformano in illusioni. I due funzionari della Regione sono stati sospesi per un anno dal servizio. Per il terzo indagato nessuna misura cautelare è stata decisa.

"Le comprensibili e oggettive difficoltà connesse al generale funzionamento del sistema di rilevazione dei dati, evidenziate nelle memorie difensive e da tutti gli indagati nel corso dell'interrogatorio, - prosegue il giudice - certamente non potevano essere arginate nel modo in cui è stato fatto e non consentono di elidere la gravità del quadro indiziario a loro carico".

Il fascicolo, aperto a Trapani perché l'indagine nasce da accertamenti in un laboratorio di analisi della provincia, è passato a Palermo nei giorni scorsi. In base alle indagini della procura di Palermo (a cui è stata trasferita l'inchiesta nata a Trapani) è emerso che i "dati dei decessi sono ininfluenti sugli indicatori" che determinano le zone rosse e lo stesso vale per i bollettini quotidiani diffusi a titolo informativo. L'accusa, dunque, andava riformulata. Sentita nei giorni scorsi la dirigente Di Liberti si è difesa sostenendo che proprio dall'assessorato sarebbe arrivato il "suggerimento" all'Istituto di Sanità di inserire la Sicilia tra le zone a rischio in quanto, nonostante i dati non fossero ancora tali da richiedere una scelta immediata in tal senso, il trend era molto preoccupante. Nella stessa inchiesta è risultato iscritto nel registro degli indagati anche l'ex assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, che si è dimesso in seguito alle polemiche scoppiate dopo le frasi intercettate sui "morti spalmati".

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Scuola , si torna tutti in presenza? "Saranno definitive le riaperture? ". Il rimbalzo è certo ma non siamo sicuri di quanto forte sarà.

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L'inchiesta è passata per competenza da Trapani a Palermo.

"In buona sostanza- aggiunge- è rimasta in piedi l'accusa per concorso in falsità ideologica e falsità materiale". La Procura afferma inoltre che i "dati aggregati hanno una funzione secondaria per così dire conoscitiva, cioè quella di informare la popolazione sullo sviluppo della pandemia".

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