Dl proroghe: salta quota 50% smart working nella P.a. - Ultima Ora

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Peraltro, questa centralità dell'esperienza dello smart working era stata confermata anche dal Presidente del Consiglio Mario Draghi al momento della firma con i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil del Patto per l'innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale il 10 marzo scorso, tanto è vero che una delle sue principali novità era costituita dal riconoscimento della necessità di inserirlo nei contratti di lavoro pubblico.

Per lo smart working dei dipendenti pubblici nella modalità semplificata la proroga è fissata al 31 dicembre 2021 come stabilito dal decreto Proroghe approvato in CdM. Non solo da Andrea Orlando sarebbero arrivate le necessarie rassicurazioni sulla questione, ma ci sarebbe anche l'impegno di verificare la possibilità di offrire alle imprese incentivi per scegliere lo smart working come modalità di lavoro.

Ad annunciare l'eliminazione del limite del 50% lo stesso ministero per la PA. "Facciamo tesoro della sperimentazione indotta dalla pandemia e del prezioso lavoro svolto dalla ministra Dadone - sottolinea il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta - per introdurre da un lato, la flessibilità coerente con la fase di riavvio delle attività produttive e commerciali che stiamo vivendo, e dall'altro lato la piena autonomia organizzativa degli uffici". Si tratta infatti di una soluzione logica, non solo per consentire alle imprese di allinearsi al raggiungimento dell'immunità di gregge, ma anche per dare loro il tempo necessario per disciplinare lo smart working post emergenza, quando non potranno più fare affidamento sulla normativa emergenziale che consente di implementare il lavoro agile in maniera unilaterale.

Vediamo allora come funziona lo smart working per i dipendenti pubblici secondo le nuove regole con la proroga al 31 dicembre 2021 della procedura semplificata. A regime, dall'inizio del 2022, la norma conferma l'obbligo per le amministrazioni di adottare i Pola (Piani organizzativi del lavoro agile) entro il 31 gennaio di ogni anno, riducendo però dal 60% al 15%, per le attività che possono essere svolte in modalità agile, la quota minima dei dipendenti che potrà avvalersi dello smart working.

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Il ministro Brunetta vuole riportare gradualmente gli italiani in ufficio. "Se un'azienda ha bisogno di lavoro a distanza se lo organizza, se un'altra azienda non ha bisogno di lavoro a distanza non lo fa".

Lo smart working per dipendenti pubblici e statali entrerà quindi nel rinnovo del contratto che porterà anche a un "bonus" in busta paga.

La scadenza dello smart working invece per i comparti sicurezza, difesa e soccorso pubblico, sempre nell'ambito della pubblica amministrazione, viene legata a quella dello stato di emergenza.

Si parla anche di un mobility manager nelle aziende con oltre 100 dipendenti nelle grandi città, per renderle più vivibili dal punto di vista del traffico ma anche per migliorare la qualità e i tempi di vita e di lavoro dei lavoratori.

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