Spari contro tre pescherecci italiani in Libia, ferito un comandante

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Dalla Libeccio, che si è diretta a tutta velocità verso la zona, è decollato l'elicottero di bordo che ha contattato immediatamente il personale della motovedetta.

Erano 3 i pescherecci italiani che si trovavano in una zona definita "ad alto rischio" verso i quali la motovedetta libica ha sparato. Anche in quel caso, le imbarcazioni erano state fermate a circa 40 miglia dalla costa libica. E' a bordo di una nave della marina militare italiana Giuseppe Giacalone, comandante del peschereccio mitragliato dai libici al largo di Misurata. La nave Libeccio della marina militare italiana, che si trovava a poca distanza dai due pescherecci italiani, ha ricevuto l'autorizzazione dei libici per intervenire e soccorrere il comandante ferito al braccio e alla testa, quest'ultima provocata dalle schegge di vetro della cabina che, dopo i colpi sparati, è andato in frantumi È previsto per domani sera l'arrivo in porto a Mazara del Vallo del motopesca 'Aliseo'.

SINDACO MAZARA - "Il comandante del peschereccio Aliseo Giuseppe Giacalone è rimasto ferito lievemente, adesso lo stanno scortando presso un porto della Libia". "Non ci sono stati colpi esplosi contro imbarcazioni, ma colpi di avvertimento in aria", ha detto al telefono all'agenzia di stampa Ansa il commodoro Masoud Ibrahim Abdelsamad, portavoce della Marina libica, senza fornire per il momento ulteriori dettagli sull'incidente. Proprio qualche giorno addietro i militari a bordo delle motovedette libiche hanno sparato contro il 'Michele Giacalone', altro peschereccio nella zona definita ad 'alto rischio'.

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Sulla stessa linea la Lega: "Gravissimo l'attacco della Guardia costiera libica al peschereccio italiano Aliseo" denunciano i deputati del Carroccio Lorenzo Viviani e Paolo Formentini, capo dipartimento Pesca del partito e vicepresidente della commissione Affari esteri di Montecitorio.

"Basta. Non ne possiamo più di queste frequenti azioni di violenza delle motovedette libiche contro i nostri motopescherecci", è quanto afferma il presidente della regione Sicilia, Nello Musumeci. "C'erano quattro o cinque pescherecci nelle acque territoriali libiche senza alcun permesso da parte del governo libico", ha riferito ancora il portavoce: "La nostra Guardia costiera, fra le sue funzioni, ha quella del controllo della pesca", ha ricordato. "Non vorrei pensare che per Roma la legittima tutela di interessi economici con la Libia debba fare dei pescatori siciliani una sorta di carne da macello".

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