Denise: accertamenti su 19enne, lei dice 'non sono io'

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Poco dopo la mezzanotte i carabinieri di Scalea in Calabria hanno iniziato a interrogare in caserma una ragazza di origine rom segnalata da un cittadino con dovizia di particolari come la possibile Denise Pipitone, la bambina scomparsa da Mazara del Vallo nel settembre del 2004.

Quella ragazza in effetti esiste, si chiama Elena Denisa e potrebbe anche somigliare a Denise da grande. Le due avrebbero parlato personalmente con la giovane e, in seguito ad alcune risposte della ragazza su questioni personali, si sarebbero convinte che non ricordasse molto della sua infanzia. Grazia Bonanno continua nella sua narrazione e racconta di una ragazza che dice di essere cittadina del mondo, "ho vissuto a Firenze, Roma, Cosenza e Scalea" e di non sapere con certezza i dettagli della sua nascita. È scoppiato il caos: sui profili social personali di Piera Maggio, su quelli del programma, su pagine che sostengono attivamente la ricerca della bambina, in giro per il web sono stati pubblicati migliaia di messaggi di protesta per quanto mandato in onda, al punto che il conduttore Gianluigi Nuzzi ha pubblicato a stretto giro un video di chiarimenti sul perché, a suo avviso, quella intervista andava fatta, in sostanza per dare voce a tutte le parti coinvolte in una vicenda, insomma, per dovere di cronaca.

Immediata la segnalazione della parrucchiera ai carabinieri di Scalea.

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Una nuova segnalazione arriva da Scale e riaccende le speranze di Pietro Pulizzi e Piera Maggio per il ritrovamento di Denise Pipitone. Alcuni commercianti di Scalea avevano segnalato una ragazza di 19 anni, molto somigliante a Denise. Purtroppo, le verifiche hanno accertato che non è così.

Il caso Denise Pipitone negli ultimi giorni si è riaperto clamorosamente e sono tante le piste seguite dagli inquirenti. Se fossi stata io a braccia aperte sarei corsa da lei.

La vicina testimonia che nel momento in cui la polizia è venuta per fare le indagini nel condominio, Anna Corona è sopraggiunta e loro hanno subito cambiato direzione. La polizia sapeva che era casa della persona "sbagliata" da ricercare anche perché hanno riconosciuto i parenti della vicina nelle foto.

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