Salvini in aula bunker a Catania

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Il Gup di Catania, Nunzio Sarpietro, si è ritirato in camera di consiglio per adottare la sua decisione sulla richiesta di rinvio a giudizio per sequestro di persona per l'allora ministro dell'Interno Matteo Salvini per i ritardi nello sbarco, nel luglio del 2019, di 131 migranti dalla nave della Guardia costiera italiana nel porto di Augusta, nel Siracusano. Anche per esaminare ogni aspetto della questione - a cominciare dalla "collegialità" della gestione della politica migratoria all'inferno del governo - l'udienza s'è trascinata dall'ottobre scorso fino a oggi.

La sentenza è stata emessa in quanto il fatto non sussiste. Salvini, assistito dal suo legale l'avvocato Giulia Bongiorno ha ascoltato in aula la lettura del dispositivo. In quel caso, infatti, ci fu una decisione del TAR del Lazio che aveva sospeso il divieto d'ingresso dell'imbarcazione nelle acque italiane, e ci fu un aperto contrasto tra la posizione dell'ex ministro dell'Interno con quelle dell'ex premier Conte e della collega della Difesa Trenta, divenuti favorevoli allo sbarco dei migranti (minorenni e non solo) in attesa che si definissero le procedure per la loro redistribuzione in Europa. Con una maggioranza in cui Cinque stelle e Pd hanno sovrastato l'alleanza di centro-destra.

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"Sono tranquillo, se non esiste sequestro a Catania, non capisco perché debba esistere sequestro a Palermo, questo giudice ha approfondito, ha studiato, ha lavorato, e si è preso sue responsabilità, altri scelgono vie più comode", ha affermato poi riferendosi al processo per il caso Open Arms, che invece verrà celebrato a Palermo, dal prossimo 15 settembre. "Grazie Amici per avermi sostenuto, vi voglio bene".

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