Salvini non andrà a processo per il caso Gregoretti

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Le motivazioni complete saranno pubblicate entro i prossimi 30 giorni.

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Per la vicenda della nave Open Arms, invece, il gup di Palermo, Lorenzo Jannelli, il 17 aprile scorso ha rinviato a giudizio Salvini, fissando la prima udienza per il prossimo 15 settembre davanti la seconda sezione penale del Tribunale. L'Italia è l'unico Paese dell'Ue dove la sinistra politica ha mandato a processo un ministro non per reati corruttivi, ma per scelte di governo. Abbiamo la sinistra piu' retrograda del Continente europeo che usa la magistratura per vincere le elezioni dove non riesce a vincerle con in cabina. Per il legale di Legambiente, Daniela Ciancimino, l'ex ministro ha "trattenuto illegittimamente a bordo" 131 persone, e deve andare a processo per sequestro di persona anche per le "sofferenze patite dai migranti ammassati su nave Gregoretti". Era l'accusa contestata all'ex ministro dell'Interno, Matteo Salvini dopo l'autorizzazione a procedere concessa dall'Aula del Senato, che sarebbero stati commessi tra il 27 agosto e il 31 agosto del 2019 tra Augusta (Siracusa) e Catania. È la più chiara perché evidenzia in modo indubbio che secondo il giudice di Catania non c'è stato alcun reato di sequestro, ma un ritardo in attesa della redistribuzione dei migranti. E tutto col pieno coinvolgimento del governo italiano, tanto da rilevare il ruolo decisivo del Ministero dei trasporti nell'assegnazione del Pos, il porto sicuro. Il leader della Lega ha parlato subito dopo la decisione del gup di Catania Nunzio Sarpietro di non luogo a procedere dopo un'ora e mezza di camera di consiglio: "Dedico ai miei figli e anche agli italiani perbene questa sentenza ma soprattutto alle forze dell'ordine che ogni giorno combattono spesso a mani nude questa battaglia". A rappresentare l'accusa erano rimasti solo gli avvocati di parte civile, in rappresentanza di alcuni migranti e delle associazioni a sostegno dei loro diritti. Nella prima richiesta arrivata sempre da Catania, invece, relativa al presunto sequestro dei migranti trattenuti a bordo della nave Diciotti, i senatori grillini all'epoca alleati con i leghisti a sostegno del governo Conte 1, votarono contro l'autorizzazione a procedere, e Salvini evitò il processo. Per la difesa, rappresentata dall'avvocato Giulia Bongiorno, "l'azione penale contro Salvini non doveva neppure iniziare, perché il suo è stato un atto politico insindacabile" perché, ha sostenuto, per il "principio della separazione dei poteri e le decisioni adottate nell'interesse nazionale sono impenetrabili e non possono essere contestate in sede giudiziari".

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