Ondata di migranti a Ceuta Il Marocco blinda i confini

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Silenzio invece da parte della portavoce del governo spagnolo alle domande dei giornalisti rispetto a un possibile legame tra quanto sta accadendo alla frontiera e il fatto che la Spagna abbia accolto recentemente in un ospedale Brahim Ghali, leader del movimento per l'indipendenza del Sahara Occidentale Fronte Polisario, considerato da Rabat un nemico. Mentre il Governo spagnolo in parte ha ceduto al Regno del Marocco: è stato approvato lo stanziamento di 30 milioni di euro per aiutare Rabat nel suo spiegamento di polizia contro l'immigrazione irregolare, per finanziare le spese derivate dal pattugliamento e dalla sorveglianza delle frontiere marittime, per la manutenzione e la riparazione delle attrezzature e per pagare le indennità alle forze di sicurezza marocchine, le stesse che aprono le porte della frontiera ai migranti usati come proiettili. Il bambino è stato recuperato da un poliziotto che lo ha tratto in salvo.

L'annuncio del premier spagnolo, dopo la crisi senza precedenti nell'enclave. Ceuta è da sempre un punto di arrivo per i migranti provenienti dal Marocco, ma non si erano mai verificati in tempi recenti arrivi con numeri così imponenti. Nel 1992 Madrid infatti ha siglato con il Marocco un accordo che prevede che i migranti di qualsiasi nazionalità provenienti dal paese africano, possono essere rimandati indietro entro un massimo di dieci giorni.

A causa della crisi, il capo del governo spagnolo ha deciso di annullare un viaggio programmato a Parigi, dove avrebbe dovuto prendere parte al vertice sul finanziamento delle economie africane nella capitale francese.

E l'Unione europea? Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha dichiarato "appoggio e solidarietà alla Spagna", dimenticandosi che le prime vittime, in questa situazione, non sono le autorità spagnole ma le migliaia di persone che cercano di raggiungere l'Europa.

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Sulla spiaggia di Tarajal sono arrivati veicoli blindati e soldati inviati da Madrid.

Almeno 5.000 persone hanno raggiunto a piedi o a nuoto l'enclave spagnola, senza il controllo delle autorità marocchine per via delle tensioni fra i due Paesi. La polizia ha dichiarato che una volta fermati, i migranti sono stati controllati dai medici della Croce Rossa prima di essere trasferiti in un centro di accoglienza.

Negli ultimi giorni, il flusso di persone è aumentato a un ritmo record: 8.000 persone hanno attraversato il confine dal Marocco alla Spagna in una sola settimana. Secondo fonti interne citate da El Paìs, tra lunedì e martedì sono già state rimpatriate 4000 persone - senza nessuna procedura legale e senza dare ai richiedenti asilo la possibilità di chiedere protezione.

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