Santino Di Matteo: "Brusca? Se lo incontro non so cosa succede"

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"Non trovo le parole per spiegare la mia amarezza".

E' accusato anche della brutale uccisione di Giuseppe Di Matteo, il figlio undicenne del pentito Santino: il piccolo è stato strangolato e sciolto nell'acido perchè il papà collaborava con la giustizia. "Mi auguro solo che magistratura e forze dell'ordine vigilino con estrema attenzione in modo da scongiurare il pericolo che torni a delinquere, visto che stiamo parlando di un soggetto che ha avuto un percorso di collaborazione con la giustizia assai tortuoso". "Se dovesse succedere, non so che cosa potrebbe accadere". Brusca ammise di avere coordinato i preparativi della strage in cui morirono Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e 3 uomini della scorta. L'ex capo del mandamento di San Giuseppe Jato, dal 2000 collaboratore di giustizia, è stato condannato per più di cento omicidi, che comprendono alcuni tra i delitti più efferati commessi da Cosa nostra. Un interrogativo anche oggi sottolineato da Maria Falcone per cui "la stessa magistratura in più occasioni ha espresso dubbi sulla completezza delle rivelazioni di Brusca, soprattutto quelle relative al patrimonio che, probabilmente, non è stato tutto confiscato".

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Era l'11 gennaio 1996 quando ad un bambino di 14 anni venne tolta la vita.

"Brusca non merita niente", ha continuato Di Matteo, "Oltre mio figlio, ha pure ucciso una ragazza incinta di 23 anni, Antonella Bonomo, dopo avere torturato il fidanzato". Si tratta di nuovo sconto della pena che sarebbe dovuta terminare nel 2022 dopo altri benefici ricevuti per aver collaborato con la giustizia. Mi ha ucciso il figlio che conosceva bene e con cui ha giocato a casa. Strangolata, senza motivo, senza che sapesse niente di affari e cosacce loro. Ha anche una certa disillusione parlando della stampa che, a dir suo, se ne occuperà per un paio di giorni per poi passare ad altro e mandare questo evento nel dimenticatoio. "Questa gente non fa parte dell'umanità", ha aggiunto Di Matteo, che tutt'ora vive in una località segreta. "Non c'è mai stata una forma di pentimento pubblico per quello che ha fatto. Ma a che cosa serve se poi lo stesso Stato si lascia fregare da un imbroglione, da un depistatore?". "Umanamente è una notizia che mi addolora, ma questa è la legge, una legge che peraltro ha voluto mio fratello e quindi va rispettata", ha detto.

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